lunedì 24 febbraio 2014
Comprare casa dal Costruttore , 5 consigli pratici per un acquisto senza brutte sorprese
Oggi cerchiamo di dare risposte alle domande che normalmene si pongono le persone che scelgono di acquistare un immobile da costruire o in fase di costruzione.
1 VERIFICA SE IL COSTRUTTORE NON HA PROBLEMI ECONOMICI E DI LEGGE
Lo strumento da utilizzare per avere delle risposte è il la visura o il certificato rilasciati dalla Camera di Commercio o dal registro imprese, oppure on-line attraverso uno dei siti infocamere.
La visura è a pagamento, ma permette di sapere se il costruttore ha in corso procedimenti per fallimenti, protesti da parte dei fornitori , insolvenze.
2 VERIFICA CHI E' IL PROPRIETARIO
Una semplice verifica ma di fondamentale importanza che potrebbe salvarti da spiacevoli perdite di denaro. Chiedi l'atto di compravendita ( atto di provenienza ) del terreno su cui sorgerà l'immobile o dell'acquisto del fabbricato in caso di ristrutturazione dove potrai verificare chi ha acquistato e se corrisponde con il richiedente dei Permessi Comunali. Si tratta di un atto pubblico ( come la maggiorparte degli atti notarili ) quindi non dovrebbero esserci problemi da parte del costruttore a consegnarvene una copia, diversamente si potrà richiederne copia all'uficio del registro.
3 VERIFICA LE GARANZIE SULL'EDIFICABILITA'
Presso gli Uffici Comunali si può richiedere di verificare il permesso a costruire oppure la Denuncia di Inizio Attività ( D.I.A.) controllando se l'immobile di nostro interesse corrisponde con quanto riportato nei documenti depositati.
4 TUTELATI SULLA CAPARRA E GLI ACCONTI
La legge 122 del 2005 prevede l'obbligo per il costruttore di rilasciare la fidejussione assicurativa o bancaria a garanzia delle somme versate come acconti ( o che dovrà versare ) dal futuro proprietario prima del rogito notarile di compravendita.
La fidejuissione deve essere rilasciata alla stipula del preliminare di compravendita e i riferimenti devono essere trascritti nello stesso preliminare.
L'obiettivo è permettere la restituzione al compratore delle somme versate nel caso in cui il costruttore non riesca ad ultimare l'immobile o in caso di fallimento. La fidejussione non si applica agli immobili ultimati per cui è già stata richiesta dal costruttore la fine lavori presso l'amministrazione Comunale.
5 RICHIEDI DI REGISTRARE IL PRELIMINARE PRESSO L'AGENZIA DELLE ENTRATE
Il contratto preliminare di compravendita può essere registrato presso un qualsiasi ufficio dell'Agenzia delle Entrate entro 20 giorni dalla stipulazione.
E' consigliabile registrare il preliminare per essere tutelati, nel confronti del venditore e non dei terzi ( per questo necessita la trascrizione del preliminare ), nel periodo di tempo che intercorre tra la stipula del preliminare e del rogito notarile definitivo.
Speriamo che questa breve guida possa esserti stata d'aiuto a raggiungere i tuoi obiettivi nel momento in cui decidi di comprare casa. L'argomento è molto esteso e non pretendiamo di averlo esaurito in questo contesto, ed è proprio per questo motivo se hai domande specifiche puoi inoltrarcele direttamente su questo Blog
martedì 21 gennaio 2014
Al via il plafond casa: 2 miliardi per l'acquisto di abitazioni con mutui fino al 100% del valore dell'immobile
dal 7 gennaio è operativo il plafond casa, l'accordo tra la cassa depositi e prestiti e l'associazione bancaria italiana per facilitare l'acquisto di prima e seconda abitazione. a disposizione degli istituti di credito ci saranno due miliardi per l'erogazione di mutui a tassi agevolati fino al 100% del valore dell'immobile
il plafond casa è destinato al finanziamento, tramite mutui garantiti da ipoteca, dell'acquisto di immobili residenziali, con priorità per le abitazioni principali, preferibilmente appartenenti ad una delle classi energetiche a, b, o c e/o di interventi di ristrutturazione e accrescimento dell'efficienza energetica, con priorità per le giovani coppie, per i nuclei familiari di cui fa parte almeno un soggetto disabile e per le famiglie numerose
importo da finanziare
si tratterà di finanziamenti tanto a tasso variabile che fisso e i finanziamentipotranno arrivare fino al 100% del valore dell'immobile
si tratterà di finanziamenti tanto a tasso variabile che fisso e i finanziamentipotranno arrivare fino al 100% del valore dell'immobile
in particolare l'importo sarà costituito da
250.000 euro per l'acquisto di un immobile residenziale senza interventi di ristrutturazione con accrescimento dell'efficienza energetica
250.000 euro per l'acquisto di un immobile residenziale senza interventi di ristrutturazione con accrescimento dell'efficienza energetica
350.000 euro per l'acquisto di un immobile residenziale con interventi di ristrutturazione con accrescimento dell'efficienza energetica sul medesimo immobile residenziale
beneficiari: ad usufruire del finanziamento saranno soprattutto le giovani coppie, anche conviventi non sposate, nuclei familiari con almeno un soggetto disabile, famiglie numerose (con almeno 3 figli)
immobili: i mutui saranno destinati principalmente, ma non solo, all'acquisto dell’abitazione principale; ristrutturazione, con accrescimento dell’efficienza energetica, degli immobili residenziali. gli immobili acquistati dovranno appartenere, preferibilimente, alle classi energetiche a, b o c
controlli: per assicurarsi che le banche riversino sui cittadini i minor costi del funding, sarà attivato un meccanismo di controllo. nei contratti, infatti, gli istituti di credito sono tenuti ad esplicitare il tasso a cui si sono finanziate presso la cdp e lo sconto che verrà riconosciuto ai mutuatari rispetto alle condizioni standard applicate dalla banca per analoghi finanziamenti
nuove risorse: a seconda dell'andamento dei finanziamenti, la cassa depositi e prestiti si riserva anche la facoltà di destinare nuove risorse, aggiuntive rispetto ai 2 miliardi nella fase di avvio, una quota del 30% del plafond è riservata alle banche del sistema del credito cooperativo e delle banche piccole e minori
Fonte idealista.it
mercoledì 18 dicembre 2013
Il sole in una lampada
Oggi vi presentiamo un'idea interessante per chi vuole coltivarsi il suo orticello anche nei freddi e bui inverni. Buona lettura.
Il progetto di Bulbo nasce dalla passione di 5 italiani under 30 che, partendo dalle possibilità offerte delle nuove tecnologie, hanno realizzato una collezione di lampade LED per coltivare le piante in casa. Un'idea per chi vuole coltivare un piccolo orto domestico fatto di aromatiche e ortaggi, creando una pratica alternativa per crescere le piante, in casa, per tutto l'anno.
Le due lampade distribuite ad oggi sono Cynara e Quadra. La prima caratterizzata da un disegno che permette di fissarla direttamente nel vaso della pianta. La seconda, più strutturata, è l’ideale per crescere più piante contemporaneamente. Entrambe sono accomunate da bassi consumi: Cynara ad esempio consuma quanto un comune router per la connessione wi-fi.
Queste lampade offrono gli strumenti che normalmente sono disponibili solo a coltivatori professionisti e ricercatori. Si tratta di una tecnologia riproduce lo spettro ottimale della luce per il processo di fotosintesi. In questo modo le piante riescono a crescere anche in condizioni di scarsità di luce o buio completo. Un aiuto che permette alle piante di crescere più velocemente con alti livelli di clorofilla, acqua e antiossidanti
di alessandro mussuloni da corriere.living
mercoledì 6 novembre 2013
Risparmio energetico in casa: consigli pratici
Il settore residenziale assorbe da solo quasi la metà dell’intero consumo energetico europeo ed è responsabile, ogni anno, del 36% delle emissioni di CO2del Vecchio Continente. Eppure, sono molti gli accorgimenti che è possibile adottare per ridurre i consumi in casa, a cominciare da interventi a basso costo che consentono di migliorare l’isolamento termico dell’edificio. Tende e veneziane, ad esempio, permettono di limitare l’esposizione al sole delle finestre, riducendo il ricorso all’aria condizionata nei mesi estivi.
Sempre per quanto riguarda le finestre, la soluzione ottimale sarebbe quella di installare infissi realizzati in materiali isolanti come legno e PVC, da abbinare a vetri doppi o tripli, ma anche se non è possibile procede alla sostituzione, si possono ottenere dei buoni risultati anche solo riducendo la presenza di “spifferi”, attraverso guarnizioni, manicotti e tendaggi (un consiglio valido anche per le porte che danno verso l’esterno).
A proposito di climatizzazione, poi, è importante adottare alcuni accorgimenti nella gestione dell’aria condizionata, a cominciare dalla temperatura a cui si regola il termostato: mai scendere più di 5 o 6 gradi al di sotto di quella esterna. Anche una corretta manutenzione dei condizionatori, insieme al semplice accorgimento di tenere porte e finestre rigorosamente chiuse quando l’aria condizionata è in funzione, aiuta a ridurre i consumi. In qualche caso, inoltre, può essere sufficiente utilizzare un deumidificatore per ridurre il gradi di umidità presente nell’aria e dunque la sensazione di calore percepito. Una buona ventilazione naturale nelle ore serali e notturne, infine, può permettere migliorare ulteriormente (e a costo zero) il comfort della casa.
D’inverno, invece, no a temperature “africane”: per legge, gli ambienti interni non dovrebbero essere più caldi di 20-22 gradi Centigradi. Abbassare la temperatura di un solo grado, inoltre, permette di ridurre i consumi legati al riscaldamento del 6%.
In tutti gli ambienti della casa, inoltre, vale sempre la vecchia regola di spegnere le luci quando non sono necessarie, una raccomandazione che, in tempi di uso massiccio di gadget tecnologici, vale anche per tutti gli elettrodomestici e gli altri dispositivi elettrici, dal computer ai videogiochi, dagli apparecchi televisivi a modem e router.
Fondamentale, inoltre, che tutti i punti luce dell’abitazione siano equipaggiati conlampadine a basso consumo, come quelle a fluorescenza o a LED. In questo caso, il risparmio rispetto alle tradizionali lampadine alogene arriva anche all’80-90%, mentre la durata può superare le 50.000 ore di utilizzo. A differenza delle lampade a filamento, inoltre, i LED sono particolarmente resistenti e si degradano lentamente, riducendo la propria funzionalità in modo progressivo (in altri termini, non si fulminano).
Un altro accorgimento di carattere generale riguarda i dispositivi elettronici inmodalità di stand-by e i trasformatori: evitare di lasciare televisori, monitor e decoder in preaccensione, nonché staccare dalla presa di corrente caricabatterie e trasformatori inutilizzati può servire per ridurre ulteriormente i consumi, anche se le stime sul risparmio energetico ottenuto in questo modo sono controverse.
Un discorso a parte meritano poi gli elettrodomestici: scegliere dei modelli in alta classe di efficienza energetica aiuta di certo, ma non è sufficiente. Sui consumi, infatti, incide molto l’uso che delle varie apparecchiature si fa ogni giorno. Per quanto riguarda il frigorifero, ad esempio, è importante regolarne al meglio la temperatura, alzandola di uno o due gradi nei mesi più freddi. Evitare di riempirlo eccessivamente e di aprirlo troppo spesso sono altri accorgimenti che permettono di limitare il consumo di energia.
Scongiurare sprechi con la lavatrice, invece, è possibile utilizzando l’elettrodomestico sempre a pieno carico, effettuando i lavaggi a freddo e riducendo l’intensità delle centrifuga.
martedì 16 luglio 2013
Prestazione energetica edifici : passaggio dall'ACE all'APE
Fino a quando non sarà definita la nuova metodologia di calcolo delle prestazione energetiche degli edifici, che entrerà in vigore con l'emanazione di prossimi provvedimenti, l'APE dovrà essere redatto secondo la vecchia metodologia di calcolo di cui al D.P.R. 59/2009. Questo il chiarimento del Ministero dello sviluppo economico con la circ. n. 12976 del 25 giugno.
Chiarimenti in merito all'applicazione delle disposizioni di cui al D.L. 63 del 4 giugno 2013 in materia di attestazione della prestazione energetica degli edifici
Ministero sviluppo economico, circ. n. 12976, 25.6.2013
Il 6 giugno 2013 è entrato in vigore il D.L. 63 del 4 giugno 2013 recante il recepimento della direttiva 2010/31/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 maggio 2010, sullaprestazione energetica nell'edilizia.
Con tale provvedimento viene soppresso l'attestato di certificazione energetica (di seguito ACE) e introdotto, in suo luogo, l'attestato di prestazione energetica (di seguito APE), rispondente ai criteri indicati dalla direttiva 2010/31/UE.
Poiché sono stati sollevati, anche da parte di organi di stampa, dubbi sulla normativa tecnica da applicare per la redazione dell'attestato, si ritiene opportuno chiarire quanto segue. L'art. 4, comma 1, del D.L. 63 del 4 giugno 2013 dispone che la metodologia di calcolo della prestazione energetica sarà definita con uno o più decreti del Ministro dello sviluppo economico.
Si tratta in realtà di un'attività di aggiornamento della disciplina tecnica oggi in vigore, dal momento che l'istituto della certificazione delle prestazioni energetiche, anche se con nomi diversi, è presente nel nostro ordinamento già da alcuni anni ed è contenuta nei D.P.R. emanati in attuazione del D.Lgs. 192/2005, in particolare nel D.P.R. 59 del 2 aprile 2009, contenente le modalità di calcolo della prestazione energetica riconducibili alla dir. n. 2002/91/CE. Nelle more dell'aggiornamento tecnico, le norme transitorie contenute all'art. 9 del D.L. 63/2003 per il calcolo delle prestazioni energetiche degli edifici fanno riferimento al D.P.R. 59/2009 e a specifiche norme tecniche (UNI e CTI) già note.
Si tratta in realtà di un'attività di aggiornamento della disciplina tecnica oggi in vigore, dal momento che l'istituto della certificazione delle prestazioni energetiche, anche se con nomi diversi, è presente nel nostro ordinamento già da alcuni anni ed è contenuta nei D.P.R. emanati in attuazione del D.Lgs. 192/2005, in particolare nel D.P.R. 59 del 2 aprile 2009, contenente le modalità di calcolo della prestazione energetica riconducibili alla dir. n. 2002/91/CE. Nelle more dell'aggiornamento tecnico, le norme transitorie contenute all'art. 9 del D.L. 63/2003 per il calcolo delle prestazioni energetiche degli edifici fanno riferimento al D.P.R. 59/2009 e a specifiche norme tecniche (UNI e CTI) già note.
Conseguentemente, l'art. 13 dello stesso D.L. 63/2013 prevede che, solo dall'entrata in vigore dei decreti di aggiornamento della metodologia di cui all'art. 4, sia abrogato il D.P.R. 59/2009; ciò, con l'evidente finalità di non creare vuoti normativi e di consentire una applicazione agevole della norma, basandosi su una metodologia che dovrebbe essere già sufficientemente conosciuta, in quanto in vigore da alcuni anni.
Pertanto, fino all'emanazione dei decreti previsti dall'art. 4, si adempie alle prescrizioni di cui al decreto legge stesso redigendo l'APE secondo le modalità di calcolo di cui al D.P.R. 59 del 2 aprile 2009, fatto salvo nelle Regioni che hanno provveduto a emanare proprie disposizioni normative in attuazione della dir. n. 2002/91/CE in cui, in forza dell'art. 17 del D.Lgs. 192 del 19 agosto 2005, si seguirà ad applicare la normativa regionale in materia
martedì 7 maggio 2013
mutui giovani coppie, ecco perché il fondo non decolla
solo 96 finanziamenti concessi per un valore di 1,07 milioni a fronte dei 50 milioni stanziati. è il fondo per le giovani coppie che dopo due anni di vita stenta a decollare. ma quali sono le ragioni della scarsa disponibilità delle banche a concedere mutui agevolati? ce lo spiega vito lops in un articolo del sole24ore
il fondo statale mette a disposizione 50milioni di euro come garanzia aggiuntiva per quelle giovani coppie che hanno contratto un mutuo e non riescono più a far fronte al pagamento delle rate. l'importo del mutuo contratto non può essere superiore ai 200mila euro e l'isee di chi ne fa domanda non può eccedere i 35mila euro
il grosso vantaggio di questo fondo, e la vera ragione per cui le banche -che pure hanno aderito formalmente allo stesso- hanno creato problemi alle coppie che volevano usufruirne, è lo spread offerto. uno spread non superiore all'1,5% sia per un mutuo a tasso fisso che per uno a tasso variabile. quindi ben lontano agli spread oggi applicati dalle banche che si aggirano intorno al 3%
consapevole delle difficoltà di accesso al fondo, il governo dell'ex premier Monti ha deciso di modificare i requisiti di accesso, per quanto riguarda lo spred applicato, ad esempio, ha previsto che il tasso finale applicato sul mutuo non deve essere superiore al tasso effettivo globale medio, come pubblicato trimestralmente dal ministero dell'economia. ma il decreto pronto da febbraio ancora non è stato emanato. fino ad allora è improbabile che le banche concedano i mutui
articolo visto in ilsole24ore
martedì 30 aprile 2013
Casa: conviene di più l’affitto o l’acquisto?
E allora ci chiediamo: la casa è ancora un buon investimento? L’Ufficio Studi Tecnocasa ha valutato la convenienza tra l’acquisto o la locazione di un bilocale di 52 mq in una zona semi-centrale di Milano. Riportiamo di seguito l’analisi dell’ Uff. Studi Tecnocasa:
Acquisto. L’immobile costa 255.000 € e l’acquirente ricorre ad un mutuo a tasso fisso di 25 anni che finanzia il 65% del valore, pagando una rata di mutuo di 1067 €. Possiede quindi un capitale a disposizione di 95000 €. L’importo del mutuo comprende anche le spese legate all'acquisto dell’immobile: notaio, intermediazione immobiliare, imposte e bolli. Egli pagherà i costi legati all'acquisto della casa e all' accensione del mutuo e avrà un beneficio fiscale grazie alla detrazione degli interessi passivi. Inoltre dovrà pagare le spese di gestione dell’immobile (manutenzione straordinaria e assicurazione). Per calcolare il valore futuro dell’immobile abbiamo considerato una rivalutazione annua pari alla media dell’indice Istat degli ultimi 10 anni.
Affitto. Chi opta per la locazione paga un canone mensile iniziale di 800 €. Il capitale a disposizione (di 9.5000 €) viene investito in un BTP a 25 anni. L’affitto sarà aggiornato ogni anno in base all’indice Istat. L’inquilino dovrà pagare annualmente la registrazione del contratto di locazione.
Differenza rata mutuo-canone e altri costi-benefici. Il modello proposto considera la differenza tra i canoni di locazione e le rate di mutuo. Per esempio, nel primo anno ci sarà una differenza positiva per il locatario (che spende 800 € al mese contro una rata mensile di 1.067 € per il proprietario). Tale differenza sarà investita in un conto corrente bancario ordinario con tasso di remunerazione dello 0,35% lordo. Allo stesso tasso si investe l’eventuale differenza tra i costi di gestione dell’immobile, i costi della locazione e il beneficio fiscale per la detrazione degli interessi.
Risultato finale. Dopo 25 anni, ovvero all'estinzione del mutuo abbiamo calcolato il guadagno ottenuto da entrambi:
- Proprietario (Valore futuro immobile – rate del mutuo) = 103.251 €
- Inquilino (Capitale investito – canoni di locazione + eventuale differenza rata mutuo/canone e altri costi benefici) = - 18.407€
Come si può vedere il risultato è a favore di chi ha acquistato, che dopo 25 anni guadagna 103.251 euro (l’inquilino in affitto non solo non guadagna, ma perde 18.407 euro).
Iscriviti a:
Post (Atom)
